La porta alchemica

La Porta Alchemica, detta anche Porta Magica o Porta Ermetica, è un monumento edificato tra il 1655 e il 1680 da Massimiliano Palombara nella sua residenza, villa Palombara, sita sul colle Esquilino a Roma nella posizione quasi corrispondente all’odierna piazza Vittorio. La Porta Alchemica è l’unica sopravvissuta delle cinque porte di villa Palombara ed è uno dei pochi monumenti alchemici esistenti al mondo.

In quel periodo, l’odierna Piazza Vittorio Emanuele II, era un semplice tratto di campagna fuori le mura della città, occupato per buona parte dalla tenuta della villa del marchese Massimiliano Palombara dei principi Rosacroce. Il marchese era un raffinato letterato, famoso a Roma come appassionato di occultismo e di esoterismo: egli praticava tali interessi anche ospitando e finanziando ricerche di altri presso il laboratorio presente nella sua villa. L’interesse del marchese Palombara per l’alchimia nacque probabilmente per la sua frequentazione sin dal 1656, della corte romana della regina Cristina di Svezia, a Palazzo Riario (oggi Palazzo Corsini) sulle pendici del colle Gianicolo oggi sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Cristina di Svezia era un’appassionata cultrice di alchimia e di scienza e possedeva un avanzato laboratorio gestito dall’alchimista Pietro Antonio Bandiera.

La leggenda racconta che uno degli ospiti del marchese riuscì a trasformare il piombo in oro. Lo studioso fece presto perdere le sue tracce, ma lasciò la “ricetta” in alcuni suoi appunti che, però, risultarono incomprensibili al marchese, essendo scritti con arcane metafore difficili da decifrare. Il marchese pensò bene che ciò che per lui era stato incomprensibile, poteva essere facilmente interpretato da qualcun altro. Per questo motivo egli decise di “pubblicare la ricetta” sulla porta di ingresso del giardino della sua villa, cioè sulla così detta “porta magica”.

I simboli alchemici lungo gli stipiti della porta seguono la sequenza dei pianeti associati ai corrispondenti metalli: Saturno-piombo, Giove-stagno, Marte-ferro, Venere-rame, Luna-argento, Mercurio-mercurio. Ad ogni pianeta viene associato un motto ermetico, seguendo il percorso dal basso in alto a destra, per scendere dall’ alto in basso a sinistra.

Numerose sono le frasi e le incisioni, per chi oltrepassa la porta: ad esempio una frase palindroma “Si sedes non is” (cioè: “Se ti siedi, non avanzi”) che leggendola al contrario diventa “Si non sedes is” (cioè: “Se non ti siedi, avanzi”).

Sul frontone della porta alchemica è rappresentato in una moneta antica il sigillo di Salomone circoscritto da un cerchio con iscrizioni in latino, con la punta superiore occupata da una croce collegata ad un cerchio interno e la punta inferiore dell’ esagramma occupata da un oculus: il simbolo alchemico del sole e dell’oro.

L’attuale posizione della Porta Alchemica non è comunque quella originale, dato che la Villa Palombara sorgeva poco più in là, tra la Via Gregoriana (oggi Merulana) e il lungo rettilineo di quella che era la Via Felice, la strada che congiungeva Santa Croce in Gerusalemme con Trinità dei Monti.

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